
Socializzazione del Neonato: Falso Mito
Socializzazione del Neonato è oggi la “parola chiave” più gettonata, che viene utilizzata da gestori di Asili Nido per pubblicizzare il loro business. Si tratta di un input da radicare nella mente delle madri per convincerle a consegnare senza troppe remore in mano a perfetti sconosciuti, il lattante vulnerabile e di fatto bisognoso dell’unica fonte di energia e amore necessaria al suo sviluppo futuro: la MAMMA.
Accade infatti che quando per alcune madri arriva il momento di rientrare al lavoro, solo in quel momento e raramente prima del concepimento, si pone il problema di chi provvederà a far crescere il bambino. Le MAMME provano istintivamente una sana repulsione a lasciare il bambino fuori casa a perfetti estranei, per cui si rende necessario trovare un sistema per mettere a tacere il senso di colpa materno, adducendo come ragione, che l’Asilo Nido è per il bene del bambino. Ecco quindi una buona scusa la Socializzazione del Neonato !!
Tuttavia è corretto precisare che stiamo parlando d neonati o poco più e non di bambini dai 3 o 4 anni in su.. già pronti ad affrontare il mondo fuori. Infatti pensare alla Socializzazione del Neonato o del bambino piccolo è un termine paradossale, poichè alla base della socializzazione c’è uno scambio di informazioni, informazioni che un bambino molto piccolo ancora non può avere acquisito in alcun modo.
Nell’immaginario collettivo l’Asilo Nido è un luogo sereno, un’allegra comunità di bimbi, dove i neonati giocano felici, uno spazio variopinto di colori, piccoli lettini e casette fatate per far dimenticare che almeno fino al terzo anno di vita, parlare di Socializzazione nel Neonato è un vero contro-natura.
La separazione precoce e prolungata dei neonati dai genitori e in particolare dalla madre, è diventata ormai una necessità sociale, coperta da giustificazioni più o meno rassicuranti. E’ davvero una scelta disperata, per chi non ha nonni o stretti familiari che aiutano, il che però non toglie che contrasti profondamente con le necessità fisiologiche e psicologiche dei bimbi.
La Socializzazione del Neonato è un concetto eretico nel senso più negativo del termine, in quanto abbondano studi e prove accessibili a tutti, per comprendere il disagio che un neonato prova, nel passare la gran parte della sua giornata in un Asilo Nido lontano da casa, di come la lontananza dei neonati dalla madre comporti ripercussioni negative tanto nel breve periodo (con la crescita della produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, man mano che aumenta la durata della separazione), quanto nel lungo periodo (con lo sviluppo di sentimenti di aggressività e comportamenti antisociali).
In Germania, pioniera nella realizzazione di una rete di Asili Nido, la Società Psicanalitica Tedesca (DPV) ha preso chiaramente posizione sul tema, denunciando il pericolo non trascurabile che l’affidamento precoce e prolungato ai nidi rappresenta per la salute psichica del bambino.
Ma la separazione dai figli non è l’ideale neppure dal punto di vista delle madri: non sempre infatti, il primo desiderio delle lavoratrici che hanno avuto figli da poco è quello di rientrare immediatamente al lavoro.
Ad un bambino di pochi mesi o di due anni, NON interessa nulla giocare con gli altri simili. Socializzare a quell’età, se va bene significa tirarsi in testa il primo oggetto contundente a portata di mano, darsi uno schiaffo oppure qualche morso.
Altro che Socializzazione del Neonato.. solo per pensare che un bambino di due anni debba andare all’Asilo Nido per “socializzare”, ce ne vuole di fantasia. Poveri bimbi, scambiati per degli ometti in miniatura o peggio, oggetti da esibire ad amici e parenti.
Beati quei genitori che hanno potuto godersi ogni istante in compagnia dei loro bambini e beati quei bambini che hanno avuto genitori il cui unico scopo è stato amarli e gratificarli.
Ambiente Olistico staff