Jung e il Risveglio di Coscienza

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Jung
 
Jung e il Risveglio di Coscienza
 
 

Molti elementi derivano dalla conoscenza di C.G. Jung, quando oggi si parla di risveglio della coscienza. Ad esempio il concetto di “sincronicità” è stato introdotto da lui nel 1920 in base a studi ed elaborazioni sulla psiche umana, sia individuale che collettiva. Ha dato un’elaborazione più completa della “sincronicità”, nel 1951 in una conferenza (Eranos) e nel 1952 ha pubblicato un documento “Sincronicità – Un principio di connessione acasuale” in un volume con uno studio correlato al fisico e Nobel Wolfgang Pauli.

È stato Jung stesso a coniare il termine “sincronicità”, riferendosi a momenti straordinari in cui il mondo esteriore riflette, chiaramente, quello interiore visibile attraverso eventi, cose e persone che arrivano nella nostra vita. Non esistono coincidenze e tutto sembra essere mosso da un principio più profondo che opera in qualunque cosa esistente.Niente è al caso, basta solo comprendere dove questa forza vuole che ci muoviamo e procedere in quella direzione.
 
 
Jung aveva ben capito che esistono percorsi di crescita e consapevolezza che variano da persona a persona. Questo perché esistono persone capaci di manifestare la propria energia, interagendo con gli altri ed altre che non riescono ad esternarla.

– Individualmente Jung comprese che Non esiste una personalità migliore dell’altra, esiste solo la diversità. Proprio per questa diversità, non può esistere un unico approccio quando si esamina la psiche di un individuo. L’interiorità di una persona è uno spazio unico, prezioso ed incalcolabile.

– Collettivamente Jung osservò che l’inconscio è lo strumento e la chiave per ricevere informazioni che vanno aldilà della personalità apparente di ogni individuo. Poteva fare questo attraverso sogni, che sono mezzi per far emergere una parte di noi attraverso questi, era possibile far emergere parti della nostra coscienza che erano state sepolte: punti di forza, stranezze, desideri, bisogni.
e che dovesse esistere un’energia molto antica di cui ognuno è partecipe chiamata inconscio collettivo, che fornisce informazioni indipendenti dalla persona, trasmessi in modo ereditario. Questo inconscio è costituito da schemi di base universali che lui chiamò archetipi.
 
 
Frasi celebri di C.G. Jung

– La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi”.

– “Tutto ciò che ci infastidisce negli altri può portare ad una maggiore comprensione di noi stessi”.

– “Non aggrapparti a qualcuno che se ne va, altrimenti non sarà possibile incontrare chi sta per arrivare”.

– “L’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è qualche reazione, entrambe si trasformano”.

– Se sei una persona di talento, questo non significa che hai vinto qualcosa. Significa che hai qualcosa da offrire”.

– “Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere”.

– “Non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere”.

– “Conoscere le nostre paure è il metodo migliore per occuparci delle paure degli altri”.

– “La depressione è una signora vestita di nero che bisogna far sedere alla propria tavola ed ascoltare”.

– “Un uomo che non è passato attraverso l’inferno delle proprie passioni, non potrà mai superarle”.
– Pensiamo di conoscere totalmente noi stessi. Tuttavia, un amico può facilmente rivelarci qualcosa su di noi di cui non abbiamo assolutamente idea”.

– “La gente farebbe qualsiasi cosa, non importa quanto sia assurda, per evitare di guardare la propria anima”.

– “Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi”.

– “Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario e l’amicizia fiorisce soltanto quando un individuo è memore della propria individualità e non si identifica più negli altri”.

– “Gli errori sono, dopotutto, il fondamento della verità. Se un uomo non sa cosa sia un determinato oggetto, sarà pronto ad aumentare la propria conoscenza”.
– Un sogno è una porta nascosta nel santuario più profondo e più intimo dell’anima”.

– Pensiamo di conoscere totalmente noi stessi. Tuttavia, un amico può facilmente rivelarci qualcosa su di noi di cui non abbiamo assolutamente idea”.

 
 

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