la Grande Invocazione

Inserito in Evoluzione Personale

la Grande Invocazione
la Grande Invocazione
 
 
La Grande Invocazione o Preghiera non appartiene ad alcuno né ad alcun gruppo, ma a tutta l’Umanità. La bellezza e la forza di essa stanno nella sua semplicità e nel suo esprimere certe verità centrali che tutti gli uomini accettano, in modo innato e normale, la verità che esiste un’Intelligenza fondamentale cui, vagamente diamo il nome di Dio; la verità che, dietro ogni apparenza esterna, il potere motivante dell’Universo è Amore; la verità che una grande Individualità, dai Cristiani chiamata il Cristo, venne sulla Terra, e incorporò quell’amore perché potessimo comprendere; la verità che sia amore che intelligenza sono effetti di quel che vien detto il Volere di Dio; ed infine l’evidente verità che solo per mezzo dell’umanità stessa il Piano divino troverà attuazione.
 
 

la Grande Invocazione
 
Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini,
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce..

E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.
 
 
Ognuna delle quattro strofe de la Grande Invocazione si riferisce all’uno o all’altro dei tre aspetti dell’energia divina, oltre che all’umanità stessa nella quale i tre si incontrano; sono potenzialità latenti ed infine si sviluppano nella piena fioritura della divinità, venendo espressi in modo perfetto tutti e tre gli aspetti.
Da qui deriva, fratelli miei, l’intensità del conflitto umano, un conflitto senza confronto in qualunque altra differenziazione della Vita divina. Nell’umanità si incontrano tutte le linee e tutti gli aspetti. Questo è fondamentale nell’insegnamento esoterico.
I regni subumani culminano nell’umanità; quelli superumani vi trovano la loro opportunità e tutte le vite superumane sono passate, in qualche momento, attraverso il regno umano. Voi lo sapete molto bene.

 
 
Nelle prime tre righe si fa riferimento alla Mente di Dio quale punto focale della luce divina.
Questo si riferisce all’anima di tutte le cose. Il termine “anima”, col suo principale attributo di illuminazione, include l’anima mundi, l’anima animale, l’anima umana e quel punto culminante di luce e di realizzazione che consideriamo come l’anima “adombrante” dell’umanità.
Essa è un aspetto della manifestazione divina al quale si riferisce quel grande Figlio di Dio quando, come Shri Krishna, esclamò: “Avendo pervaso l’intero universo con un frammento di Me, Io rimango”. Questo frammento è l’anima di tutte le cose. Quell’anima porta luce e diffonde illuminazione.
 
 
Nelle tre righe successive, è evocato il Cuore di Dio, considerato punto focale d’amore. Questo “cuore” del mondo manifestato è la Gerarchia, il grande agente che trasmette amore a tutte le forme della divina manifestazione.
Non è necessario che mi dilunghi sull’essenziale “natura d’amore” della Gerarchia; troppo è stato scritto al riguardo; troppo poco è stato compreso; si è troppo parlato di amore e non si è compreso sufficientemente, il compito che affronta la Gerarchia quando trasmette amore. L’amore è un’energia che deve raggiungere i cuori degli uomini e fecondare l’umanità con la qualità della comprensione amorevole: è ciò che si esprime quando amore e intelligenza si incontrano.
 
 
Le tre righe, della terza strofa, si riferiscono a Shamballa, “Il centro ove il Volere di Dio è conosciuto”, il centro dal quale la Gerarchia trae la sua vita, così come dall’umanità riceve l’impulso a servire. Come ben sapete, queste righe indicano che l’umanità stessa non può ancora afferrare il proposito di Sanat Kumara. Solamente i Membri avanzati della Gerarchia e gli iniziati almeno di terzo grado (il primo grado della Loggia di Sirio) hanno un’idea sulla natura del proposito che sta alla base del Piano. Riflettete su questa espressione.
Avendo invocato tre aspetti o poteri della Mente, dell’Amore e della Volontà, le tre righe della quarta strofa indicano l’ancoraggio di questi poteri nell’umanità stessa, “nel Centro che è detto il genere umano”. Qui è solamente qui sta la promessa del futuro, la sua speranza e opportunità.
Qui e solamente qui possono esprimersi e perfezionarsi tutte le qualità divine, nel tempo e nello spazio; qui e solamente qui può veramente nascere l’amore, l’intelligenza può funzionare correttamente e la Volontà di Dio dimostrare la sua effettiva buona volontà. Per mezzo dell’umanità, sola e senza aiuto (eccetto per lo Spirito divino che esiste in ogni essere umano) può essere “sbarrata la porta dietro cui il male risiede”. Non è Sanat Kumara che chiude questa porta; non è la Gerarchia che costringe il male a retrocedere nel luogo dal quale viene. È
all’umanità che lotta, aspira e soffre, che è affidato il compito e, fratelli miei, l’umanità è idonea a
questo compito.
Quest’affermazione è tenuta sempre presente da Coloro che usano l’Invocazione nel modo più potente: essa serve a focalizzare e ancorare nel regno umano le energie invocate. Tale è il Loro compito. Da quel punto in avanti è l’umanità che si assume la responsabilità.
 
 
Questa Grande Invocazione è unica anche in quanto invoca tutti e tre gli aspetti divini. Essa sintetizza questo contatto. Ciò avviene per la prima volta nella storia umana. Finora il livello di sviluppo dell’umanità non giustificava questo modo di esprimersi.

– Ai tempi della Lemuria, fu invocato dall’appello di massa dell’uomo-animale istintivo, il terzo aspetto divino, quello dell’Intelligenza; quell’uomo ignorava ciò che quell’appello rudimentale avrebbe invocato. La luce apparve sulla Terra e permise una vera illuminazione progressiva. Non mi riferisco qui alla luce fisica, ma alla luce dell’intelletto.

– Ai tempi di Atlantide, come risultato del conflitto fra i Signori della Luce o dal Volto Risplendente e i Signori dalla Faccia Scura (come vengono chiamati nelle Scritture Antiche e nella Dottrina Segreta) ebbe luogo un’altra “era Invocazione” e il secondo aspetto divino dell’Amore ebbe la possibilità di svilupparsi, anche se era ancora solamente una qualità embrionale del genere umano. L’appello di massa fu allora espresso in maniera più intelligente, benché persistesse ancora l’appello istintivo. Non era ancora intelligenza, così come noi la interpretiamo.

– Nel nostro ciclo Ariano, sale un altro grande grido invocativo. Questa volta è triplice. È un grido che chiede luce, che rischiari la nostra via e penetri nei luoghi oscuri della Terra; è anche un grido degli uomini di buona volontà e di tendenze umanitarie che chiede più amore nel mondo. È infine, l’appello intuitivo degli aspiranti e dei discepoli del mondo per la piena espressione, nel tempo e nello spazio, della volontà-di-bene, la Volontà di Dio. L’umanità media istintiva, gli uomini e le donne di buona volontà e i discepoli del mondo sono tutti implicati in questa Grande Invocazione, portandovi gli attributi dell’istinto, dell’intelligenza e dell’intuizione. Tutti e tre sono mescolati in questa Grande Invocazione. Abbiate sempre presente questa fusione fondamentale, che trova ora un’espressione verbale e siate incoraggiati dall’accostamento di massa alla Sorgente della Vita, dell’Amore e della Luce. Nulla può resistere alla richiesta congiunta degli uomini di ogni dove, in ranghi compatti secondo i gradi.

 
 
L’intera Grande Invocazione si riferisce esotericamente alla “nuvola carica di cose conoscibili” di cui parla Patanjali. È appunto quel serbatoio di energia incombente, adombrante e rivelatore la causa immediata di tutti gli eventi sulla Terra, indice dell’apparizione di ciò che è nuovo, migliore e progressivamente giusto.

 
 
Alice A. Bailey
 
 
Ambiente Olistico staff
 

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